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Ricostruzione del legamento crociato anteriore: intervento, riabilitazione e tempi di recupero

Ricostruzione del legamento crociato anteriore: intervento, riabilitazione e tempi di recupero

Ricostruzione del legamento crociato anteriore: intervento, fisioterapia, tempi di recupero e ritorno allo sport a Torino.

Pubblicato il: 25 Luglio 202616,7 minuti di lettura
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Ricostruzione del legamento crociato anteriore: intervento, riabilitazione e tempi di recupero

L’intervento di ricostruzione del legamento crociato anteriore, chiamato anche ricostruzione del LCA, serve a recuperare la stabilità del ginocchio dopo una lesione completa o funzionalmente importante del legamento.

Durante l’operazione, il legamento lesionato viene sostituito con un innesto tendineo. L’intervento, tuttavia, rappresenta soltanto una parte del percorso: la fisioterapia prima e dopo l’operazione è fondamentale per recuperare movimento, forza, controllo e sicurezza nelle attività quotidiane o sportive.

Non tutte le lesioni del crociato devono essere operate. La scelta dipende soprattutto dalla stabilità del ginocchio, dalle lesioni associate, dall’età funzionale e dalle attività che il paziente desidera riprendere.

Risposta rapida

La ricostruzione del legamento crociato anteriore è un intervento chirurgico nel quale il LCA lesionato viene sostituito con un tendine prelevato dal paziente o, in casi selezionati, da un donatore.

Dopo l’intervento è necessario un percorso riabilitativo di diversi mesi. Le attività quotidiane vengono recuperate progressivamente, mentre il ritorno agli sport con corsa, salti, cambi di direzione e contatto richiede generalmente almeno 9-12 mesi e il superamento di specifici test funzionali.

Il tempo trascorso dall’operazione, da solo, non è sufficiente per stabilire quando una persona possa tornare allo sport. Devono essere valutati anche forza, mobilità, gonfiore, stabilità, qualità del movimento e sicurezza psicologica.

Cos’è il legamento crociato anteriore?

Il legamento crociato anteriore è uno dei principali legamenti del ginocchio.

Si trova al centro dell’articolazione e collega il femore alla tibia. Le sue funzioni principali sono:

  • limitare lo scivolamento in avanti della tibia rispetto al femore;
  • contribuire alla stabilità rotatoria del ginocchio;
  • controllare il movimento durante arresti, salti e cambi di direzione;
  • partecipare alla percezione e al controllo dell’articolazione.

Una lesione del LCA può verificarsi durante un trauma diretto, ma spesso avviene senza contatto. I movimenti più frequentemente associati comprendono una frenata improvvisa, un cambio di direzione, una rotazione o un atterraggio non controllato.

Cos’è la ricostruzione del legamento crociato anteriore?

La ricostruzione del LCA è un intervento chirurgico che sostituisce il legamento lesionato con un nuovo tessuto, chiamato innesto o graft.

Nella maggior parte delle rotture complete, il legamento non viene semplicemente ricucito. Viene ricostruito utilizzando un tendine che deve svolgere progressivamente la funzione del precedente legamento.

L’intervento viene normalmente eseguito in artroscopia. Attraverso piccole incisioni, il chirurgo osserva l’interno del ginocchio, valuta menischi e cartilagine, prepara i tunnel ossei nel femore e nella tibia e fissa il nuovo innesto nella posizione stabilita.

La ricostruzione rimane il trattamento chirurgico più comune. Secondo le linee guida dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons, nelle lesioni centrali del legamento la ricostruzione presenta generalmente un minore rischio di revisione rispetto alla semplice riparazione.

A cosa serve l’intervento al legamento crociato anteriore?

L’obiettivo principale è recuperare una stabilità sufficiente per le attività che il paziente desidera svolgere.

L’intervento può aiutare a:

  • ridurre gli episodi nei quali il ginocchio cede;
  • recuperare sicurezza durante cambi di direzione e rotazioni;
  • permettere il ritorno ad attività sportive impegnative;
  • facilitare il recupero di lavori fisicamente pesanti;
  • proteggere menischi e cartilagine dagli episodi ripetuti di instabilità;
  • trattare contemporaneamente eventuali lesioni associate.

La ricostruzione non rende automaticamente il ginocchio uguale a quello precedente al trauma. Il risultato dipende anche dalla presenza di lesioni meniscali o cartilaginee, dalla qualità della riabilitazione, dal recupero della forza e dal rispetto dei tempi biologici.

L’intervento, inoltre, non garantisce che in futuro non possano comparire dolore, rigidità, artrosi o una nuova lesione.

Quali tendini vengono utilizzati per ricostruire il LCA?

Il nuovo legamento può essere realizzato con un autotrapianto, cioè un tendine prelevato dallo stesso paziente, oppure con un allotrapianto, proveniente da un donatore.

Gli autoinnesti più utilizzati sono:

  • tendine rotuleo;
  • tendini flessori, in particolare semitendinoso e gracile;
  • tendine del quadricipite.

Ogni scelta presenta caratteristiche differenti.

Tendine rotuleo

Viene prelevata una parte centrale del tendine rotuleo insieme a due piccole porzioni ossee.

Può offrire una fissazione molto solida, ma in alcuni pazienti può essere associato a maggiore fastidio anteriore del ginocchio o durante l’appoggio sulle ginocchia.

Tendini flessori

Vengono utilizzati uno o più tendini della parte posteriore della coscia.

Questa scelta può ridurre il rischio di dolore anteriore rispetto al tendine rotuleo, ma richiede attenzione al recupero della forza dei muscoli posteriori della coscia.

Tendine del quadricipite

Viene prelevata una porzione del tendine situato sopra la rotula.

È una soluzione sempre più utilizzata, ma richiede un programma specifico per recuperare forza e funzione del quadricipite.

Tendine da donatore

L’allotrapianto evita il prelievo di un tendine del paziente. Tuttavia, nelle persone giovani o molto attive le linee guida AAOS suggeriscono generalmente di preferire un autoinnesto, perché associato a un minore rischio di rottura o revisione del graft.

La scelta deve essere discussa con il chirurgo considerando:

  • età;
  • sport praticato;
  • livello di attività;
  • caratteristiche anatomiche;
  • precedenti interventi;
  • eventuali lesioni associate;
  • vantaggi e limiti delle diverse opzioni.

Quando è indicata la ricostruzione del legamento crociato anteriore?

L’intervento può essere indicato quando la lesione provoca instabilità e limita le attività della persona.

Viene preso in considerazione soprattutto nei seguenti casi:

  • rottura completa del LCA con episodi di cedimento;
  • desiderio di tornare a sport con salti, rotazioni o cambi di direzione;
  • attività lavorativa fisicamente impegnativa;
  • lesione associata del menisco;
  • lesioni di altri legamenti;
  • instabilità durante le normali attività quotidiane;
  • mancato recupero dopo un adeguato percorso conservativo;
  • giovane età associata a elevate richieste funzionali.

L’età anagrafica non rappresenta l’unico criterio. Una persona adulta o meno giovane, ma sportivamente attiva e con un ginocchio instabile, può comunque essere candidata alla ricostruzione.

La decisione deve basarsi sulle richieste funzionali del paziente e non soltanto sull’immagine della risonanza magnetica.

Tutte le lesioni del crociato devono essere operate?

No. Non tutte le lesioni del legamento crociato anteriore richiedono un intervento.

Il trattamento conservativo può essere appropriato per:

  • lesioni parziali senza instabilità;
  • persone che non avvertono cedimenti nelle attività quotidiane;
  • pazienti che non praticano sport con rotazioni e cambi di direzione;
  • persone con richieste fisiche limitate;
  • pazienti che accettano di modificare alcune attività;
  • persone nelle quali i rischi chirurgici superano i possibili benefici.

La fisioterapia conservativa cerca di migliorare forza, mobilità, equilibrio e controllo del ginocchio. Alcune persone riescono a svolgere le attività desiderate anche senza ricostruzione.

Il trattamento conservativo deve però essere monitorato. Se continuano a verificarsi cedimenti, il ginocchio può essere esposto a ulteriori lesioni meniscali o cartilaginee.

Quando deve essere eseguito l’intervento?

Non esiste una data uguale per tutti.

Prima dell’intervento è generalmente utile che il ginocchio abbia:

  • gonfiore controllato;
  • buona capacità di estendersi;
  • flessione sufficiente;
  • attivazione del quadricipite;
  • capacità di camminare in modo accettabile.

Le linee guida AAOS indicano che, quando la ricostruzione è ritenuta necessaria per una lesione acuta e isolata, è preferibile non ritardarla eccessivamente. In particolare, viene suggerito di considerare l’intervento entro tre mesi, poiché successivamente può aumentare il rischio di ulteriori danni meniscali o cartilaginei. Il momento effettivo deve comunque essere stabilito dal chirurgo in base alle condizioni del ginocchio e alle eventuali lesioni associate.

In alcuni casi, per esempio quando deve essere riparato un menisco, il programma chirurgico e riabilitativo può essere differente.

Serve la fisioterapia prima dell’intervento?

La fisioterapia preoperatoria, chiamata anche pre-riabilitazione o prehabilitation, può essere molto utile.

Gli obiettivi principali sono:

Una revisione sistematica pubblicata nel 2025 ha rilevato che i programmi di preparazione preoperatoria si concentrano soprattutto sul recupero del movimento, sulla riduzione delle limitazioni e sull’allenamento neuromuscolare. I risultati disponibili indicano possibili benefici sul recupero successivo, pur con la necessità di ulteriori studi di elevata qualità.

Al centro di fisioterapia Ronefor a Torino, la fase preoperatoria può essere organizzata in collaborazione con il chirurgo, rispettando le condizioni del ginocchio e la data prevista per l’intervento.

Come funziona la riabilitazione dopo la ricostruzione del LCA?

La riabilitazione inizia generalmente subito dopo l’operazione.

Non esiste un protocollo identico per tutti. Il programma dipende da:

  • tipo di innesto;
  • tecnica chirurgica;
  • presenza di una sutura meniscale;
  • eventuali lesioni cartilaginee;
  • indicazioni del chirurgo;
  • gonfiore e dolore;
  • risposta agli esercizi;
  • obiettivi quotidiani, lavorativi e sportivi.

L’esercizio terapeutico rappresenta l’elemento centrale della riabilitazione. Le terapie fisiche possono essere utilizzate come supporto nelle prime fasi per controllare dolore e gonfiore, ma non sostituiscono il recupero attivo di movimento, forza e funzione. Qui di seguito potete trovare il percorso standard che proponiamo ai nostri pazienti operati al legamento crociato anteriore. Per ogni fase della riabilitazione troverete lo scopo dell’intera fase e gli obiettivi da raggiungere.

Prima fase: controllo del gonfiore e recupero dell’estensione

Nei primi giorni gli obiettivi principali sono:

  • controllare dolore e gonfiore;
  • proteggere la ferita;
  • recuperare la completa estensione del ginocchio;
  • iniziare gradualmente la flessione;
  • riattivare il quadricipite;
  • imparare a utilizzare correttamente le stampelle;
  • recuperare un appoggio sicuro, quando consentito.

Il recupero dell’estensione è particolarmente importante. Una perdita persistente della capacità di raddrizzare il ginocchio può interferire con cammino, forza e funzione.

Seconda fase: recupero del cammino e della forza

Quando gonfiore e dolore iniziano a ridursi, il lavoro può comprendere:

  • progressione del carico;
  • recupero del cammino;
  • esercizi per quadricipite e muscoli posteriori della coscia;
  • esercizi per anca e polpaccio;
  • cyclette, quando consentita;
  • esercizi di equilibrio;
  • controllo del ginocchio durante squat e salite;
  • recupero della mobilità completa.

L’abbandono delle stampelle non deve dipendere soltanto dai giorni trascorsi. È necessario verificare che il paziente riesca a camminare senza zoppia significativa e senza un aumento del gonfiore.

Terza fase: forza, controllo e capacità funzionale

La riabilitazione diventa progressivamente più impegnativa.

Possono essere introdotti:

  • squat e affondi progressivi;
  • esercizi su una gamba;
  • potenziamento con resistenze maggiori;
  • lavoro eccentrico;
  • esercizi per il controllo del tronco e dell’anca;
  • equilibrio dinamico;
  • preparazione alla corsa;
  • salti semplici e controllati, quando indicati.

Il programma deve allenare sia la forza sia il controllo motorio. Secondo la linea guida Aspetar, queste componenti devono essere combinate: una non sostituisce l’altra.

Quarta fase: corsa, salti e cambi di direzione

La corsa non dovrebbe iniziare automaticamente al raggiungimento di una determinata settimana.

Prima di correre è opportuno verificare:

  • estensione completa;
  • flessione quasi completa;
  • assenza o minima presenza di gonfiore;
  • buona tolleranza al carico;
  • forza sufficiente del quadricipite;
  • capacità di saltellare senza dolore;
  • adeguato controllo dell’arto.

Nella letteratura, la valutazione per il ritorno alla corsa viene spesso collocata intorno alle 12 settimane, ma il tempo deve essere associato a criteri clinici e funzionali. Non esistono prove sufficienti per considerare sicuro il ritorno alla corsa basandosi esclusivamente sul calendario.

Quinta fase: ritorno allo sport

La parte finale comprende:

  • corsa ad alta velocità;
  • accelerazioni e decelerazioni;
  • salti multidirezionali;
  • cambi di direzione;
  • esercizi reattivi;
  • gesti specifici dello sport;
  • contatto progressivo, quando previsto;
  • allenamento della resistenza;
  • prevenzione delle nuove lesioni.

Il ritorno allo sport è un processo graduale. Il consenso internazionale lo descrive come un percorso che passa dal ritorno alla partecipazione, al ritorno allo sport e infine al ritorno alla prestazione precedente.

Quanto dura la riabilitazione dopo l’intervento al crociato?

La riabilitazione completa dura diversi mesi.

Il recupero delle attività quotidiane avviene prima del ritorno allo sport. Una persona può camminare, lavorare e svolgere molte attività pur non essendo ancora pronta per correre, saltare o cambiare direzione ad alta velocità.

La seguente tabella riporta una progressione indicativa.

Periodo orientativo Obiettivi principali
0-2 settimane Controllare gonfiore e dolore, recuperare l’estensione, attivare il quadricipite, usare correttamente le stampelle
2-6 settimane Migliorare flessione e cammino, aumentare gradualmente il carico, iniziare il rinforzo
6-12 settimane Recuperare forza, equilibrio e controllo durante esercizi funzionali
Da circa 12 settimane Valutare l’introduzione della corsa solo se sono rispettati i criteri clinici e funzionali
4-6 mesi Aumentare forza, potenza, salti, corsa e controllo dinamico
6-9 mesi Introdurre gesti sportivi più complessi e cambi di direzione progressivi
9-12 mesi o oltre Valutare il ritorno agli sport con rotazioni, contatto e cambi di direzione attraverso test specifici

I tempi sono orientativi e possono cambiare in presenza di:

  • sutura del menisco;
  • lesioni cartilaginee;
  • interventi su altri legamenti;
  • dolore o gonfiore persistenti;
  • deficit di forza;
  • rigidità;
  • nuova comparsa di instabilità;
  • sport particolarmente impegnativi.

Le linee guida indicano che il tempo trascorso dall’intervento è necessario, ma non sufficiente. La progressione deve essere guidata anche da criteri oggettivi.

Quando si può tornare allo sport?

Per molti sportivi il ritorno completo avviene non prima di 9-12 mesi. In alcuni casi può essere necessario più tempo.

Prima dell’autorizzazione devono essere valutati diversi elementi:

  • assenza di dolore significativo;
  • assenza di gonfiore;
  • completa mobilità del ginocchio;
  • stabilità clinica;
  • forza di quadricipite e muscoli posteriori;
  • capacità di saltare e atterrare;
  • qualità della corsa;
  • controllo durante cambi di direzione;
  • resistenza specifica;
  • sicurezza e prontezza psicologica;
  • completamento di un programma specifico per lo sport.

Per gli sport ad alta richiesta, la linea guida Aspetar propone una valutazione particolarmente rigorosa della forza, della simmetria nei salti, della biomeccanica della corsa e della capacità di completare un programma sport-specifico.

La simmetria tra le gambe è utile, ma non deve essere l’unico parametro. Anche la gamba non operata può aver perso forza durante il periodo di inattività. È quindi importante confrontare i risultati anche con i valori precedenti al trauma, quando disponibili, e con quelli attesi per lo sport praticato.

Quali sono i benefici della fisioterapia dopo la ricostruzione del LCA?

Una fisioterapia personalizzata può aiutare a:

  • ridurre dolore e gonfiore;
  • recuperare la completa mobilità;
  • prevenire una rigidità persistente;
  • recuperare la forza del quadricipite;
  • migliorare la forza dell’intero arto inferiore;
  • normalizzare il cammino;
  • recuperare equilibrio e controllo;
  • preparare la corsa e i salti;
  • tornare gradualmente al lavoro;
  • ridurre la paura del movimento;
  • preparare il ritorno allo sport;
  • costruire un programma di prevenzione delle recidive.

La fisioterapia non deve concentrarsi soltanto sul ginocchio. Durante il recupero noi dello Centro Fisioterapico Ronefor ci preoccupiamo anche di: anca, caviglia, tronco, capacità aerobica e coordinazione dell’intero corpo.

Quali sono i rischi dell’intervento?

Come ogni procedura chirurgica, anche la ricostruzione del crociato presenta possibili rischi.

Tra le complicanze descritte vi sono:

  • infezione;
  • trombosi venosa;
  • rigidità articolare;
  • perdita dell’estensione;
  • dolore nella zona di prelievo del tendine;
  • alterazioni della sensibilità vicino alla cicatrice;
  • debolezza persistente;
  • dolore anteriore del ginocchio;
  • cedimento o nuova rottura dell’innesto;
  • necessità di un secondo intervento.

La frequenza e il tipo di complicanza dipendono dalla tecnica, dall’innesto, dalle condizioni del paziente e dalle eventuali procedure associate.

Dopo l’intervento è necessario contattare il medico in presenza di sintomi anomali, come febbre, secrezioni dalla ferita, gonfiore improvviso del polpaccio, difficoltà respiratoria, dolore non controllabile o peggioramento rapido delle condizioni.

Quando evitare o rinviare la ricostruzione del LCA?

L’intervento non rappresenta necessariamente la prima scelta quando:

  • il ginocchio è stabile nelle attività desiderate;
  • la lesione è parziale e non provoca cedimenti;
  • la persona non svolge attività con rotazioni o cambi di direzione;
  • un percorso conservativo permette di raggiungere gli obiettivi;
  • sono presenti condizioni generali che aumentano i rischi chirurgici;
  • il paziente non è in grado di affrontare la riabilitazione necessaria;
  • gli obiettivi personali non giustificano il percorso chirurgico.

In altri casi l’operazione può essere temporaneamente rinviata per migliorare le condizioni del ginocchio, recuperare il movimento o trattare altre problematiche.

La decisione deve essere condivisa tra paziente, ortopedico e fisioterapista. Non dovrebbe essere basata soltanto sul fatto che la risonanza mostri una lesione completa.

Quando rivolgersi a un fisioterapista?

È utile rivolgersi a un fisioterapista:

  • dopo il trauma, per iniziare il recupero conservativo;
  • prima dell’intervento, per preparare il ginocchio;
  • subito dopo l’operazione, secondo le indicazioni del chirurgo;
  • se il ginocchio rimane gonfio;
  • se non si recupera l’estensione;
  • se il quadricipite non si attiva correttamente;
  • se si continua a zoppicare;
  • quando si deve iniziare a correre;
  • prima di riprendere allenamenti e sport;
  • se compaiono paura, insicurezza o nuovi cedimenti.

Presso Ronefor, centro di fisioterapia a Torino è possibile organizzare un percorso individuale che accompagni il paziente dalla preparazione preoperatoria fino al ritorno alle attività quotidiane, lavorative o sportive.

Il programma sarà coordinato con il chirurgo e aggiornato attraverso rivalutazioni periodiche, misurazioni della forza e test funzionali.

Domande frequenti sulla ricostruzione del legamento crociato anteriore

Dopo la rottura del crociato bisogna sempre operarsi?

No. Alcune persone possono recuperare con un programma conservativo, soprattutto quando il ginocchio non cede e le attività desiderate non richiedono rotazioni o cambi di direzione. L’intervento viene considerato maggiormente in presenza di instabilità, elevate richieste sportive o lesioni associate.

Il legamento viene ricucito?

Nella maggior parte dei casi viene ricostruito con un innesto tendineo. La semplice riparazione è riservata a lesioni selezionate, per esempio alcune lesioni vicine all’inserzione ossea.

Quanto tempo bisogna usare le stampelle?

Dipende dalle indicazioni del chirurgo, dal tipo di intervento e dalla presenza di una sutura meniscale. Le stampelle vengono abbandonate quando il carico è consentito e il paziente riesce a camminare con un buon controllo, senza zoppia marcata o aumento del gonfiore.

Dopo quanto tempo si può camminare?

Il cammino assistito inizia generalmente molto presto, secondo le indicazioni ricevute. Recuperare un cammino normale richiede però controllo del dolore, buona estensione, attivazione del quadricipite e capacità di sostenere il peso in sicurezza.

Quando si può guidare?

Si può riprendere a guidare quando il paziente è in grado di entrare e uscire dall’auto, controllare il ginocchio ed eseguire una frenata d’emergenza in sicurezza. Devono inoltre essere sospesi i farmaci che riducono attenzione o riflessi. I tempi cambiano in base al lato operato, al tipo di automobile e alle indicazioni del chirurgo.

Quando si può tornare al lavoro?

Dipende dal tipo di lavoro. Un’attività sedentaria può essere ripresa prima rispetto a un lavoro che richiede molte ore in piedi, scale, sollevamento di pesi o spostamenti rapidi. Il rientro deve essere valutato considerando gonfiore, mobilità, cammino e sicurezza.

Dopo quanto tempo si può correre?

La corsa viene spesso valutata non prima di circa 12 settimane, ma non deve iniziare automaticamente. Il ginocchio dovrebbe essere sgonfio, mobile, stabile e dotato di forza e controllo sufficienti.

Quando si può tornare a giocare a calcio, padel o basket?

Gli sport con rotazioni e cambi di direzione richiedono generalmente almeno 9-12 mesi. Prima del ritorno devono essere superati test di forza, salto, corsa, controllo motorio e prontezza psicologica.

È normale che il ginocchio sia gonfio dopo l’intervento?

Un certo gonfiore è frequente nelle prime fasi. Deve però ridursi progressivamente. Un aumento dopo gli esercizi può indicare che il carico è stato eccessivo. Un gonfiore improvviso, molto doloroso o associato ad altri sintomi deve essere comunicato al medico.

Perché il quadricipite perde forza?

Il trauma, il gonfiore e l’intervento possono ridurre temporaneamente la capacità del sistema nervoso di attivare il quadricipite. Per questo la riabilitazione inizia precocemente con esercizi mirati e progredisce verso carichi sempre più impegnativi.

La fisioterapia può essere fatta soltanto a casa?

Gli esercizi domiciliari sono fondamentali, ma non sempre sono sufficienti. Il fisioterapista deve controllare mobilità, gonfiore, forza, tecnica degli esercizi e criteri di progressione. Nelle fasi avanzate sono spesso necessarie attrezzature e misurazioni specifiche.

Il ginocchio tornerà come prima?

Molte persone recuperano una buona funzione e tornano allo sport, ma il risultato non è identico per tutti. Contano la gravità della lesione, le strutture coinvolte, il tipo di attività, la riabilitazione e la risposta individuale.

Se il ginocchio non fa più male, posso tornare allo sport?

No. L’assenza di dolore non dimostra che forza, controllo e capacità di sopportare i carichi sportivi siano completamente recuperati. Il ritorno deve essere basato su una valutazione clinica e funzionale, non soltanto sulle sensazioni.

Conclusione

La ricostruzione del legamento crociato anteriore può aiutare a recuperare la stabilità del ginocchio e a tornare ad attività fisiche impegnative. L’intervento, però, non conclude il percorso: ne rappresenta una fase.

La qualità della preparazione preoperatoria, la progressione della fisioterapia e la valutazione finale della forza e del movimento influenzano il recupero complessivo.

Chi deve affrontare un intervento al LCA o ha già iniziato il periodo postoperatorio può rivolgersi allo Studio Ronefor, centro di fisioterapia a Torino, per impostare un programma individuale, coordinato con le indicazioni del chirurgo e adattato alle attività che desidera recuperare.

Cosa copre la mia assistenza sanitaria?2023-02-17T14:36:56+00:00

Purtroppo non possiamo rispondere esaustivamente a questa domanda.

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Come si utilizza la convenzione?2023-02-17T14:37:00+00:00

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Come posso da dipendente accertarmi di avere un’Assistenza Sanitaria Integrativa?2023-02-17T14:37:03+00:00

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Chi può usufruire dell’Assistenza Sanitaria Integrativa?2023-02-17T14:36:52+00:00

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Cos’è l’Assistenza Sanitaria Integrativa?2023-02-17T14:33:23+00:00

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Autore

Fisioterapista Gabriele Casamenti con uno modello di uno scheletro

Alberto Casamenti

Fisioterapista

Ciao, sono Alberto, fisioterapista ed osteopata e credo fermamente nei miei tre pilastri della riabilitazione: trattamenti individuali, un solido rapporto terapista-paziente ed un tocco di leggerezza. Mi sono laureato in fisioterapia in Svizzera nel 2014 e da allora mi dedico a creare un ambiente di cura personalizzato, in cui il paziente è al centro di ogni trattamento. Con una specializzazione in riabilitazione cardiologica e un’approfondita competenza nella terapia manuale, mi impegno a rendere la fisioterapia una sfida superabile insieme, con una nota di serenità e tranquillità nel percorso di guarigione.

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